Programmi

Napoli analogica vs Clubbing brasiliano: a freeCONTEnt l’indie-rock di Andrea Heros e il groove tribale di Raf Marchesini

today30 Aprile 2026 14 1

Sfondo
share close

Andrea Heros e il manifesto dell’analogico: ‘Devi averne cura’ è un viaggio Britpop tra i vicoli di Napoli

A soli diciotto anni, il cantautore napoletano debutta con un EP che rifiuta la plastica del digitale. “La vita è una breve festa impegnativa: la mia musica trova la sua vera forma solo nella dimensione live” racconta a GlitterBeam.

In un’epoca dominata da algoritmi e produzioni “usa e getta”, Andrea Heros (classe 2006) sceglie la strada della resistenza analogica. Il suo EP di debutto, “Devi averne cura”, uscito il 17 aprile per RC Music, è un lavoro che profuma di sale, asfalto notturno e sale prove. Non è un caso che il primo tassello del progetto si intitoli “Niente di quest’epoca”: un grido d’aiuto generazionale che invita a ritrovare dedizione e sensibilità in un mondo che corre troppo velocemente.

Napoli tra via Marina e il Britpop

Napoli, per Andrea, non è un semplice sfondo ma un co-autore silenzioso. Sebbene i testi siano rigorosamente in italiano, l’atmosfera dell’EP è intrisa dei vicoli vissuti di notte, con via Marina che diventa metafora di partenze e possibilità. “C’è molto di Napoli nei miei racconti, dal respirare la città al girare con le tasche vuote” ha spiegato l’artista ad Angelo Conte durante l’intervista a freeCONTEnt.

Musicalmente, Heros guarda oltremanica. Le influenze dichiarate sono quelle del Britpop degli anni ’90 — Oasis e Verve su tutti — ma con lo sguardo rivolto anche all’armonia senza tempo dei Beatles e dei Beach Boys. Il risultato è un suono organico, arricchito da assoli che si prendono spazio e respiro, frutto di una registrazione analogica che mette la band al centro di tutto.

La cura dell’imperfezione

Il cuore dell’EP è racchiuso in una frase che attraversa i cinque brani: “La vita è una breve festa impegnativa”. Per un artista di vent’anni, questo tempo è carico di aspettative e pressioni, e la musica diventa il tentativo di fermare il flusso dei sentimenti. “Spero di andare forte nella dimensione live, perché è lì che i miei brani prendono la totale forma di vita,” ha sottolineato Andrea, ribadendo l’importanza del contatto reale rispetto alla freddezza dei social media.

L’appuntamento con Andrea Heros a freeCONTEnt è per venerdì 1 maggio alle ore 16:00, su GlitterBeam Italia.


Raf Marchesini riaccende la Lambada: Missione clubbing contro lo “scrolling” selvaggio

Il DJ e producer torna insieme a Karim Razak per reinterpretare un classico dei Kaoma. “Il club è una missione: oggi la sfida è mantenere alta l’attenzione di chi vive con lo smartphone in mano”.

Mentre il mondo digitale ci abitua a consumare contenuti in pochi secondi, Raf Marchesini scende in campo con una missione precisa: far muovere la gente. Dopo i riscontri positivi di “Paraiso”, il DJ e produttore italiano torna in coppia con lo storico amico e collega Karim Razak per una sfida non semplice: riaccendere la magia di un classico intramontabile con “Dancando Lambada”.

Oltre il già sentito: Il tocco Old-school

Reinterpretare un successo dell’89 dei Kaoma richiedeva equilibrio. Se la loro versione di Lambada è stata saccheggiata dal mercato, Dancando Lambada rappresentava per Raf un “foglio bianco” su cui lavorare. Il brano mantiene l’iconico ritornello originale ma esplode in un drop tribal caratterizzato da una sezione inedita di fiati e percussioni che richiamano il carnevale brasiliano.

“Abbiamo voluto citare apertamente ‘Belo Horizonti’ di Claudio Coccoluto,” ha rivelato Raf Marchesini a freeCONTEnt, spiegando come il lavoro di “taglio e cucito” sui sample del passato serva a riportare quei groove nel gusto attuale senza perdere l’energia necessaria per il dancefloor moderno.

Il DJ come “missionario” del divertimento

Con un’esperienza maturata nei migliori club del mondo — dalla Germania al Medio Oriente — Marchesini vive il suo ruolo con una responsabilità quasi civile. In un’era dominata dallo scrolling veloce dei social, dove la soglia di attenzione non supera i dieci secondi, costruire un dj set di due ore è diventato complesso.

“Oggi siamo in missione per mantenere vivo il desiderio di ballare,” confessa Raf ad Angelo Conte. “Preferisco un club da 300 persone che si muovono rispetto a un festival da 5000 dove tutti stanno lì con il telefono in mano a filmare il DJ”. Per Marchesini, la musica non è una sequenza di dischi lanciati a caso, ma un flusso emotivo che deve lasciare qualcosa al pubblico.

L’appuntamento con Raf Marchesini a freeCONTEnt è per venerdì 1 maggio alle ore 16:00, su GlitterBeam Italia.

Scritto da: Redazione

Rate it