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Gli scorsi 3 e 4 luglio, Cesare Cremonini ha trasformato lo Stadio San Nicola di Bari in un teatro a cielo aperto, portando in scena non solo un concerto, ma un’esperienza emotiva e visiva totale.
Con 27 brani in scaletta, l’artista bolognese ha costruito un viaggio musicale che ha abbracciato tutte le fasi della sua carriera: dalle hit dei primi anni con i Lunapop ai brani più intimi e recenti, in un equilibrio perfetto tra energia pop e introspezione cantautorale. L’apertura con Cercando Camilla ha subito chiarito l’intento: non sarà solo un’esibizione, ma un racconto personale e collettivo, dove ognuno è chiamato a riconoscersi.
Il titolo del tour, Alaska Baby, non è solo un richiamo poetico: è la chiave per leggere ogni passaggio dello show. La scenografia, imponente e curatissima, si apre come un sipario tra ghiacciai immaginari, luci cangianti e visioni oniriche. Il palco è un’enorme macchina del tempo visiva: led, strutture mobili, acrobati sospesi tra cielo e terra, e un sistema luci che sembra respirare insieme alla musica.
Tra i momenti più magici e travolgenti: l’assolo di fisarmonica su Figlio di un re, il duetto “virtuale” con Elisa su Aurore Boreali, le intramontabili Marmellata #25 e Buon viaggio che hanno riacceso i cori di stadio e i ricordi adolescenziali, tra abbracci condivisi ed occhi lucidi.
L’apice emotivo è arrivato quando Cesare ha invitato al centro del palco Ballo, bassista e storico compagno d’avventure ai tempi dei Lunapop. Insieme hanno intonato Cigarettes & Alcohol degli Oasis, omaggio agli anni zero e a quella musica che li ha formati ed uniti.
Il San Nicola ha vibrato come un unico corpo, guidato da una voce che negli anni ha saputo crescere senza perdere la sua identità e senza rinunciare alla sperimentazione. Cremonini non ha solo cantato: ha condiviso, raccontato, costruito uno spazio sicuro dove le emozioni potevano circolare libere.
#cremoninilive25 #stadiosannicola
Scritto da: Redazione
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